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4 cibi da eliminare per guarire dalla psoriasi

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dieta alimentare psoriasiAcne, psoriasi e dermatiti sono manifestazioni cutanee di natura infiammatoria. E l’infiammazione è un fuoco che brucia in profondità, silenziosamente. Come ogni fiamma, per continuare ad ardere ha bisogno di essere alimentata e uno dei principali carburanti a sua disposizione è il cibo. Seguire una dieta corretta è di fondamentale importanza quando si punta a risolvere le infiammazioni della pelle (e non solo). Immaginala così: alcuni cibi sono come acqua fresca gettata sulle braci, altri sono benzina sul fuoco. Nonostante tutti i rimedi antinfiammatori e i trattamenti lenitivi, insomma, se ad ogni pasto continui ad aggiungere combustibile, difficilmente riuscirai a spegnere l’incendio.

La dieta per psoriasi

Eliminare per un certo periodo di tempo dalla dieta i cibi che alimentano l’infiammazione e aumentare invece il consumo di quelli che la attenuano può dare risultati sorprendenti, soprattutto in quei disturbi che hanno a che fare con l’eccesso di sebo. Naturalmente ogni infiammazione della pelle ha origini diverse, quindi anche i benefici della dieta che ti proponiamo cambiano da individuo a individuo. In queste pagine trovi un elenco degli alimenti che aggravano gli stati infiammatori: prova ad eliminarli per almeno una settimana e, se noti benefici, prosegui per altri sette giorni o quattordici giorni.

Al termine della “dieta senza”, puoi reintrodurre i cibi che hai tolto, gradualmente e una categoria alimentare alla volta, così da testare la tua reazione. Anche quando ricominci a consumare questi alimenti, però, tieni presente che le loro caratteristiche pro-infiammazione rimangono: sarebbe quindi consigliabile evitare di mangiarli in quantità esagerate.

Al di là della dieta, è utile assumere dei probiotici per rigenerare l’intestino e, di riflesso, la pelle. La benefica flora batterica che lo popola, che ha il compito di assimilare i nutrienti e che rappresenta buona parte delle nostre difese immunitarie, risente degli effetti di uno stato infiammatorio e di una dieta scorretta. In caso di acne il probiotico più indicato è il Lactobacillus acidophilus, in caso di psoriasi il Lactobacillus casei e il Bifi dobacterium lactis. Assumili per 3-4 settimane.

I 4 alimenti da evitare

1 I latticini

latticini e psoriasiQuando si parla di infiammazioni cutanee, e in particolare di acne, i latticini presentano un doppio problema. Il primo è il lattosio: questo zucchero semplice, oltre ad avere un indice glicemico medio e a presentare i limiti di tutti gli zuccheri, talvolta è digerito a fatica da alcuni soggetti predisposti, sprovvisti o carenti dell’enzima lattasi. Chi ha questa carenza, o chi consuma troppi latticini, può favorire l’infiammazione delle pareti intestinali. Questo stato infiammatorio di riflesso influenza anche la pelle, soprattutto se già infiammata.

Un altro grosso problema dei latticini sono gli ormoni che contengono, che favoriscono la produzione di sebo. Alcuni studi hanno inoltre messo in luce che la leucina, un aminoacido presente nei prodotti caseari, stimola un particolare enzima che contribuisce alla comparsa dell’acne. Ecco perché per almeno una settimana dovresti eliminare latte di mucca e di capra, formaggi, yogurt, creme e salse a base di latte o panna (ad esempio la besciamella), burro. Latte e yogurt possono essere facilmente sostituiti dalle versioni vegetali: latte di mandorla, riso o soia e yogurt di soia sono le opzioni migliori. Ricorda che devono essere sempre privi di zuccheri aggiunti.

Poi dovresti fare più spazio ai legumi: ceci, piselli, fagioli, lenticchie, mais… Sono tutti fonti proteiche alternative molto utili, prive di ormoni pro-sebo e di grassi saturi. Oltre alle proteine, però, tieni presente che i legumi contengono anche una quota di carboidrati. Se li mangi insieme ai cereali, quindi, bilancia le dosi, per evitare di assumere troppi zuccheri.

2 Evita il glutine

Come è noto, in alcuni soggetti il glutine scatena (cronicamente o occasionalmente) uno stato infiammatorio più o meno grave. Chi non è celiaco o intollerante non ha di questi problemi, ma ciò nonostante per almeno una settimana può essere utile eliminare o ridurre la presenza di questa sostanza, visto che l’obiettivo della dieta per la pelle è proprio privare temporaneamente il corpo di qualunque componente alimentare infiammatorio. Sulla lista nera ci sono frumento, orzo, segale, farro, pasta, pane, prodotti da forno dolci e salati (grissini, brioches, biscotti…).

Evita anche il muesli, le farine e la crusca derivanti dai cereali appena indicati. Se non riesci a eliminarlo completamente per tutta la settimana, puoi provare a consumare glutine solo in due giorni su sette. Sostituire il glutine non è così complesso come sembra. Sono sempre di più i prodotti in commercio pensati proprio per i celiaci e inoltre esistono anche cereali che sono naturalmente privi di questa sostanza. Ed è proprio questi che devi prediligere: i più diffusi sono riso (non farti mancare quello rosso e quello nero), amaranto, grano saraceno, mais, miglio, quinoa e sorgo. Puoi cucinarli caldi o freddi, ad esempio in insalata insieme alle verdure. Al posto del pane, invece, puoi provare le gallette di mais o riso integrale.

Riduci i pomodori

All’interno della famiglia dei vegetali ci sono esemplari da preferire e altri da limitare. In particolare quelli che fanno parte della famiglia delle Solanacee, principalmente peperoni, pomodori e melanzane, contengono solanina: nei soggetti predisposti questa sostanza può contribuire ai processi infiammatori già in corso. Tieni presente che la concentrazione di questa sostanza è molto inferiore nelle melanzane e nei pomodori maturi o cotti. Di norma, comunque, mangiare questi ortaggi non comporta nessun problema. Ma in questi sette giorni intensivi anti-infiammazione evitare o almeno ridurre il loro consumo può incentivare l’eliminazione dello stato infiammatorio, come abbiamo già spiegato per il glutine.

Fai spazio in tavola a quelle verdure che contengono zolfo, un minerale che oltre ad aiutare il metabolismo cutaneo, ha una spiccata azione antinfiammatoria: abbonda soprattutto con broccoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, rape, aglio, cipolle, ma anche il tuorlo d’uovo e le carni bianche lo contengono

No a salumi e carni rosse

Per un settimana riduci anche la carne rossa, i salumi e gli affettati. Secondo alcuni studi, infatti, il ferro di tipo eme contenuto nei prodotti di origine animale induce, quando si consuma molta carne, soprattutto rossa, uno stato infiammatorio a livello intestinale. Gli affettati inoltre contengono buone dosi di sodio, la cui riduzione nella dieta è stata collegata ad una diminuzione dell’infiammazione latente. In generale i modelli di dieta che includono poca o zero carne rossa, come la dieta mediterranea, sono collegati ad una diminuzione dei marcatori dell’infiammazione.

La dieta che fa bene alla pelle non può essere carente di pesce. Gli acidi grassi Omega 3 che contiene, infatti, sono nutrienti utilissimi per limitare le infiammazioni. Al posto della carne, quindi, porta in tavola almeno due-tre volte a settimana sgombro, merluzzo, salmone, trota, tonno, aringa e acciuga. Sono ottime fonti di acidi grassi buoni e antinfiammatori anche i semi oleosi. Conserva in frigorifero un mix di semi di chia, semi di lino, semi di girasole e semi di zucca e usali in abbondanza sulle verdure, sul pesce, nei sughi e nelle frittate.

Trovi altri consigli alimentari (in particolare cosa mangiare, oltre a ciò che devi evitare) per curare la psoriasi sul libro Psoriasi Mai Più , il libro più completo sul trattamento di questa malattia della pelle.

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